Notizie dalle gole del Melfa

TRACCIOLINO: Il punto della situazione, che resta drammatica!

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Riportiamo il messaggio diffuso attraverso Facebook da Silvio Zincone a proposito del fiume Melfa:

Silvio ZinconeCari amici, anche quest’anno, per la settima volta, le canoe di Marsella, Cinelli e Consalvo hanno rivitalizzato il fiume Melfa dando vita ad un inimitabile e variopinto spettacolo di inizio primavera. Tuttavia, proprio in occasione di questa ben organizzata festa sportiva, è necessario constatare che le buone notizie, per le Gole del Melfa e per il Tracciolino, sono già finite. Sono trascorsi poco più di due anni, infatti, dalla creazione del Gruppo, e nonostante un intenso lavoro di sensibilizzazione (1342 iscritti al Gruppo, una petizione di 1000 firme, un grande convegno sulle Gole del Melfa a maggio 2010 e la stessa cerimonia del battesimo dell’acqua da questo Gruppo ideata e proposta ai canoisti) la situazione per la riapertura della strada, che è il nostro primo assoluto impegno, è addirittura peggiorata. L’Amministrazione Provinciale, difatti, ha di nuovo annunciato l’esistenza di un milione e trecentomila euro da utilizzare per la messa in sicurezza dei tratti più pericolosi. Si tratta della stessa identica somma di derivazione regionale, già annunciata dalla precedente Amministrazione Provinciale, su cui avanzammo perplessità e critiche all’inizio del nostro impegno. Si può trovare traccia delle nostre affermazioni nella sezione DISCUSSIONI leggendo i post del 14 marzo 2009 dal titolo UN MILIONE DI EURO PER IL TRACCIOLINO e quelli del 17 marzo 2009 intitolati rispettivamente IL TESTO DELLE DELIBERA REGIONALE e LA VERITA’ SUI FINANZIAMENTI – SVELATO IL MISTERO . Visto che si tratta degli stessi soldi ci viene da pensare che l’unica novità del nuovo annuncio risieda probabilmente nell’affermazione di un imminente effettivo utilizzo della cifra. Staremo a vedere! Nel frattempo è indispensabile sottolineare che i nostri auspici non sono indirizzati a leggere ulteriori notizie sui giornali ma a constatare il ripristino effettivo e reale della circolazione. Precisiamo, per i più distratti, che continuiamo a ritenere grottesca l’iniziativa, avviata diversi anni fa da Amministrazione Provinciale e Sindaci del territorio, tesa alla realizzazione di un mega-progetto per la messa in sicurezza di buona parte della costa montagnosa ricadente nel territorio di Arpino! Neanche le recenti scosse di terremoto, infatti, hanno prodotto una consistente caduta massi dai tratti ritenuti pericolosi mentre, al contrario, si stanno verificando smottamenti verso il basso. Se non si interviene immediatamente sulle attuali riduzioni di carreggiata, i cedimenti del terreno verso il fiume rischiano di trasformarsi in frane che interromperebbero per sempre la possibilità di circolazione. Rammentiamo, ai finti distratti, che il Tracciolino non è affatto una isolata strada di montagna. Stiamo difendendo una importantissima via di comunicazione, realizzata 123 anni fa per mettere in contatto Valle di Comino e Valle del Liri. Essa ha da sempre un grande peso economico per gli operai della Fiat, i pendolari diretti verso la stazione ferroviaria di Roccasecca ed i commercianti che lavorano nei vari mercati delle due valli. Il fatto che l’area circostante sia di alto valore naturalistico-ambientale non giustifica il ritorno ad uno stato primitivo di non utilizzo del percorso che, anzi, rende fruibile e valorizza la zona ad un minimo di turismo eco-compatibile. Riteniamo incomprensibile l’atteggiamento sostanzialmente inerte dei Sindaci del territorio che, tranne qualche eccezione, continuano a non assumere incisive, trasparenti e visibili azioni di sollecito e protesta. Andrebbe invece avviato, al più presto, un dibattito in ogni consiglio comunale al fine di rendere ufficiale la difesa di un territorio che può essere vera fonte di ricchezza per tutto il comprensorio. Chiudiamo sentendoci in dovere di stigmatizzare il grave autogol effettuato, certamente in buona fede, dal WWF. L’iniziativa della Giornata LIBERAFIUMI 2010 e del conseguente rapporto sulla situazione idrica dei fiumi italiani ha prodotto, da parte dei mass-media, l’errata classificazione del Melfa come uno dei fiumi più in salute d’Italia. Ma di quale fiume stiamo parlando? Lo stato di degrado del Melfa, che vede acqua solo qualche giorno all’anno e le cui rive sono ricettacolo di ogni sorta di rifiuti, vene da anni denunciato in tutte le sedi anche grazie al prezioso lavoro di documentazione di www.fiumemelfa.it. Mi auguro che il WWF intervenga al più presto per rettificare l’errore che danneggia tutto il nostro impegno per la bonifica e la conseguente valorizzazione dell’area!

Casalvieri, 27.3.2011

Silvio Zincone