Notizie dalle gole del Melfa

Il tracciolino

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La natura bruciataMi domando ogni volta che vedo scene come queste come si possa pensare che certi enti, associazioni o quant’altro, preposti al servizio della società e dell’ambiente possano continuare a fruire dei nostri contributi. Io sono un cittadino italiano, che va a votare nella speranza che ogni volta sia quella giusta, che ci siano persone in grado di tutelarmi e nelle quali io stesso ripongo la massima fiducia. Questo perché penso che se una persona si trova lì al potere è perché deve fare l’interesse della collettività e non il proprio né approfittare del fatto che stando oramai al vertice tutto sia lecito. Ormai si sa, viviamo nel paese di Pulcinella, ed ogni promessa alla fine è una menzogna. Però mi chiedo quale interesse ci sia in alcune organizzazioni a permettere che certi disastri avvengano senza neppure muovere ciglio. E noi intanto assistiamo sdegnati allo scempio della natura e qualche volta pure perplessi. Infatti nel vedere questa foto comincio ad avere dubbi sull’identità dei piromani. Veniamo al dunque. Mentre Tv e giornali nei giorni scorsi parlavano di incendi, nessun organo di stampa si è degnato di scrivere la tragica storia del Tracciolino.

Due giorni di fuoco doloso, mal domato e ripreso a più stadi. Sembra davvero un paradosso se si pensa che la strada, finalmente prossima alla riapertura, si incendi improvvisamente e venga chiusa di nuovo. Nulla da ridire sul fatto che la storica arteria borbonica sia pericolosa per la caduta massi.

Ma se la SS7 è pericolante di chi è colpa se non delle varie amministrazioni provinciali che si sono succedute in 20 anni?

Perché l’hanno lasciata incustodita e con un paradossale divieto di transito con tanto di freccia a sinistra?

Della serie… qui non puoi entrare, ma forse se passi a sinistra... Ora mi chiedo, non avrebbe più senso chiuderla con delle barricate e con lucchetti le cui chiavi siano in possesso solo e realmente dei mezzi autorizzati?

No, perché così, e scusatemi il tono spicciolo e polemico, sembra davvero una presa per i fondelli. Del tipo, la strada è chiusa, però serve a tutti perché è utile. Io provincia non me ne assumo le responsabilità perché non mi interessa (e non perché non ho i soldi visto che ci sono ben 1.500.000€ stanziati da oltre 3 anni per la messa in sicurezza).

Quindi tu se vuoi passare e se succede qualcosa… cavoli tuoi ed io me ne lavo le mani! Bel modo di scaricare le responsabilità non trovate?

La scorsa settimana in bici mi sono recato nel Tracciolino ed oltre al terribile scenario dello scheletro del Fiume Melfa, che sempre mi addolora, mi sono ritrovato a documentare fotograficamente questa scena. Incendio che devasta un costone di montagna ed il tizio arancione con tanto di camion della provincia pieno di mezzi antincendio, starsene seduto a gordersi quel po’ di fresco non ancora violentato delle fiamme assassine. Un solo elicottero a tentar di estinguere l’incendio e nessun mezzo antincendio sulla strada.

Però… bell’interessamento dei comuni che hanno podestà territoriale sulla strada e sono ben 6!

Risultato… dal ponte delle Valli al ponte di Valle Contieri il costone prima verde ora è nero e pieno di massi rotolanti per strada, ora sì veramente pericolosi. Strano… proprio ora che si dovrebbe dare il via alla riapertura, un incendio (molto strano e particolare, ve lo dirò in un altro articolo), fa chiudere la strada e per di più la rende più orrida che mai.

Povero Tracciolino, privato del Fiume, del tuo verde lussureggiante, della tua un tempo florida fauna, violentato da chi prende (le tue pietre) e chi lascia (le proprie discariche).
Tu che non trovi la luce in fondo al tunnel da 20 anni pur essendo una delle strade più luminose e belle dell’Italia… che antitesi, che paradosso. Spero davvero di sbagliarmi e mi auguro che il tizio lì seduto si stesse riposando dopo ore e ore di lavoro incessante nel tentativo di onorare la sua divisa come paladino della tutela ambientale, immaginandomi le sue gocce di sudore e la fatica sul suo volto, scuro di fumo e fuoco doloso.

Io lo spero e cerco di convincermi che ciò che ho visto sia frutto della mia immaginazione perché altrimenti ecco come cadono i miei miti ed ecco che mi chiedo ancora “ma io perché e per chi vado a votare”?

Marco Cinelli

Alcune foto dalle gole del Melfa
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